Articolo Doctor33 Nov 3/2015 - Mauro Miserendino
pubblicato il 03/11/2015

Doctor33 Nov 3/2015

Pizza (Omceo Bo) vs Report: ordini non in grado di fermare medici sinistrosi

«Non si può dire che l'ordine non fa nulla per impedire certe cose, occorre riferire le cose correttamente». Il presidente Omceo Bologna Giancarlo Pizza in merito all'intervista andata in onda nel servizio su Rai 3 di Report del 1° novembre "Belli da paura", dedicato ai guasti di certa medicina estetica, controreplica alle interpretazioni cui la trasmissione può aver dato adito sul ruolo disciplinare dell'Ordine. Lo fa con una lettera "aperta", a sottolineare la sua sfiducia verso il programma che avrebbe ridotto un'ora e mezza di conversazione tra giornalista, presidente Omceo ed avvocato a una sorta di tesi sull'autoreferenzialità degli ordini. Il servizio tratta di un medico estetico bolognese, sanzionato sia penalmente sia civilmente per interventi con filler al silicone e si sofferma su alcuni aspetti del contenzioso disciplinare - convocazione del solo medico e non anche del paziente, mancata irrogazione di una sanzione dopo la sentenza civile - che chiamano in causa tanto la normativa sul procedimento ordinistico quanto il comportamento dell'Ordine felsineo nello specifico. Per Pizza, il servizio non prende atto che «la condanna civilistica del chirurgo estetico, sulla cui base invocare l'intervento dell'Ordine, è basata sulla probabilità ma non sulla certezza che sia stato il suo trattamento con il silicone a deturpare il viso della paziente». Il medico estetico era stato condannato in più sedi. In sede penale, la condanna (lesioni colpose) è stata in primo grado e si attende l'appello per il 2017. In questi casi per prassi l'Ordine apre il procedimento e lo sospende in attesa della sentenza di secondo grado; precorresse i tempi con la sentenza disciplinare, magari sospendendo il medico, una volta che questi fosse riconosciuto innocente, potrebbe esporsi a contenziosi e risarcimenti chiesti dal medico danneggiato dal verdetto sanzionatorio, è la risposta corrente. Ma nel caso di Bologna il medico è stato anche condannato in ambito civile nel 2013 a risarcire una paziente che lo aveva denunciato nel 2009 per essere stata deturpata da infiltrazioni di silicone; al tempo della denuncia la paziente aveva fatto esposto e l'Ordine aveva convocato il medico sanzionandolo con avvertimento perché non aveva chiesto alla paziente il consenso informato. La tesi del servizio è che l'Ordine avrebbe potuto e dovuto aprire un fascicolo autonomamente e fermare un medico così "sinistroso". Pizza ha risposto ricordando che in ambito civile l'azione disciplinare si prescrive in cinque anni. E a DoctorNews ribadisce: «Nel 2013 è arrivata la sentenza di condanna, contro cui il medico non ha fatto ricorso e io mi sono accinto a convocarlo pur consapevole che non aveva "confessato" la sua colpevolezza. Non era stato provato che il silicone che ha prodotto il danno lo avesse iniettato lui, c'erano stati interventi di altri medici sulla paziente; tuttavia il medico non era riuscito a provare nemmeno la sua condotta diligente, e sarebbe stato perseguibile disciplinarmente. Ma quando gli ho girato la notizia della sentenza ottenuta dalla paziente, l'avvocato del medico ha eccepito che erano trascorsi i termini quinquennali di prescrizione. Non potevamo più fare niente, e in casi come questo nulla è imputabile all'Ordine».

Mauro Miserendino

 


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